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Ristrutturazione della farmacia – I passi da seguire

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L’operazione di ristrutturazione di una farmacia non è un’attività routinaria, bensì un gesto “rivoluzionario”, un atto di forte cambiamento e discontinuità con il passato che deve preludere ad un aumento dell’Utile. Va ovviamente preparato e gestito in modo corretto, cambiando anche le regole del “gioco”.



Una farmacia che voglia attrarre Clienti/Pazienti in età lavorativa – e quindi dotati di capacità di generare reddito e spesa – ha indubbiamente necessità di creare un ambiente piacevole, accogliente, che metta a proprio agio la Clientela. Quando tutto ciò non sussista, è allora il caso di procedere ad una ristrutturazione dei locali. Un’operazione, questa, che va condotta con logiche del tutto diverse da quelle che imperavano fino a qualche anno fa.

Ai tempi, infatti, la ristrutturazione era un’operazione che a volte veniva considerata come una normale “abitudine” da ripetere ogni tot anni – una sorta di rito ciclico – spinta anche dal fatto che, in caso contrario, gli importanti utili di quegli anni avrebbero comunque generato tassazioni commisurate.

Oggi, purtroppo per la categoria, non è più così e una ristrutturazione non può che porsi come obiettivo principale quello di aumentare l’Utile. Sembra a prima vista un’operazione semplice ed in effetti lo è; basta seguire alcuni passi fondamentali.

  1. Valutare se il locale a disposizione “meriti” un investimento importante come la ristrutturazione oppure se ci siano alternative logistiche più interessanti. Certo che se non esistesse la possibilità di scegliere, necessità uguale virtù!;
  2. Prefissare un budget di spesa: andrò a sostenere un costo (soldi che non ritornano) o un investimento? Nel secondo caso, in quanto tempo rientrerò dall’investimento? Ad oggi la visibilità consigliata è al massimo tre anni, dopodiché non si hanno certezze circa eventuali cambiamenti nello scenario normativo che potrebbero, nel caso, influenzare negativamente l’operazione di ristrutturazione. Quindi basterà simulare l’extra margine – rispetto allo standard attuale - che deriverà nel triennio successivo dal rifacimento dei locali per determinare il Break Even Point (BEP) o Punto di pareggio e quella sarà la cifra che stanzierò sia per i lavori che per l’arredamento e che farà sì che comincerò a guadagnare dal quarto anno in poi. Una vera e propria rivoluzione copernicana, visto che attualmente la cifra dell’investimento la propone chi si incarica del lavoro;
  3. La valutazione del progetto: fondamentale che venga condotta non solo dal punto di vista – assolutamente importante - di un architetto, ma soprattutto di un personaggio di comprovata esperienza nel Marketing. Perché la conoscenza dei flussi di traffico, dei moventi d’acquisto, dei punti caldi/freddi, della visibilità dei prodotti, di analoghe operazioni condotte in altre farmacie è indispensabile per la buona riuscita dell’operazione. In caso contrario, si potrebbe arrivare ad avere una realizzazione stilisticamente perfetta, ma debole dal punto di vista reddituale. Quindi, l’investimento verrebbe vanificato (spesa);
  4. L’addestramento dei Collaboratori: lavorare in una farmacia “attualizzata” vuol dire anche far azionare quel “click mentale” nelle Persone che ci lavorano che completa l’opera di ristrutturazione. I Clienti sono molto a bravi a notare questo passaggio e, in caso contrario, derubricheranno il rifacimento ad una semplice operazione di maquillage e quindi inutile.