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Costi Fissi ed Utile

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Così come è corretto rivolgere una forte attenzione ai costi Variabili, allo stesso modo è indispensabile che anche i costi Fissi vengano continuamente riadattati in funzione dell’attività di vendita sviluppata. Tutto ciò in funzione della buona salute dell’utile finale.



A volte, correttamente, in Farmacia viene posta una fortissima attenzione sui costi Variabili, cioè su quei costi che variano in funzione del livello dell’attività (se vendo tanto avrò “variabili” più alti, se vendo meno il contrario). In altre parole, si parla del costo dei prodotti. Questa attenzione è giustificata dal fatto che incrementi del costo dei prodotti si riflettono negativamente sull’Utile. Tale focalizzazione è ugualmente importante a proposito dei costi Fissi che, viceversa, non cambiano in base al volume delle vendite. Esempio tipico di tali costi sono gli stipendi dei Collaboratori, i canoni di assistenza del Gestionale, gli affitti, etc.

Infatti, sarà proprio in base all’utile atteso e all’incidenza dei “fissi” che formulerò i ricarichi sul costo d’acquisto dei prodotti. Quindi, tanto più alti saranno i miei costi fissi sul fatturato complessivo, tanto più dovrò alzare i miei prezzi di vendita, con il rischio di andare fuori-mercato rispetto ai concorrenti. Ugualmente negativa è la scelta contraria e cioè quella di praticare ricarichi inferiori a quelli teoricamente corretti; perché in quest’ultimo caso manterrei un corretto standard competitivo, ma sacrificherei l’utile. Sarebbe un po’ come gareggiare in velocità con avversari liberi da ogni peso mentre noi corriamo con un’incudine sulla schiena!

Cosa fare, dunque? Almeno una volta l’anno – in occasione ad esempio del rilascio del conto economico da parte del commercialista – verificare che il totale dei costi fissi sia coerente con il volume di fatturato sviluppato. In altre parole, che la “macchina” non sia né sottodimensionata (in questo caso, causeremmo probabilmente disagi ai Clienti che prima o poi cambieranno farmacia), né sovradimensionata (situazione che prelude ad una compressione più o meno forte del nostro utile) rispetto alle effettive necessità.

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Nel primo caso, sarà necessario investire sulla capacità di tener dietro alle esigenze dei Clienti (più Collaboratori al banco? Un locale più ampio? Etc…), nel secondo dovremo lavorare su due alternative.

La prima, più minimale e meno auspicabile, è quella in cui decido scientemente di “retrocedere” e di adattare la struttura al volume decrescente di attività con conseguenti tagli. La seconda, sicuramente più difficile, ma certamente più “imprenditoriale” - e di conseguenza più entusiasmante – contempla il fatto che, partendo dalla constatazione di guidare una macchina con un X di potenziale inespresso, si progettino e si attuino tutte quelle attività che permettono alla farmacia di crescere in termini di fatturato ed utili, giustificando così la struttura esistente. Saranno più felici i Clienti, i Collaboratori e noi stessi.